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Il caso della settimana
Le imprese Italiane sperano (ma non vedono ancora) orizzonti più rosei

Dalla recente indagine svolta dalla Banca d’Italia in collaborazione con  il Sole 24 Ore sulle aspettative di inflazione e crescita delle imprese italiane emerge come l’inflazione attesa per i prossimi dodici mesi sia pari al 3,5 per cento, in aumento rispetto al 3,3 per cento registrato nell’indagine dello scorso marzo.

La ricerca effettuata su un campione di 477 imprese con almeno 50 addetti, di cui 285 operanti nell’industria e 192 nei servizi, ha evidenziato come i giudizi sull’andamento economico più recente siano prevalentemente negativi: la metà delle imprese ritiene che la situazione economica generale dell’Italia sia peggiorata rispetto a tre mesi fa. Ne è dimostrazione anche il fatto che nel mese di giugno 2008 il tasso di inflazione al consumo sia stato del 4 per cento, di 1,9 punti percentuali al di sopra delle attese espresse dalle stesse imprese nel giugno 2007.

Di Jonathan Figoli
Previdenza
L'attuale evoluzione dei mercati visti in ottica previdenziale

Da un anno a questa parte i mercati finanziari sono stati caratterizzati da un andamento sicuramente negativo, questo non deve tuttavia allarmare assolutamente quelle persone che hanno investito in ottica previdenziale.

È quanto emerge dalle dichiarazioni fatte dal presidente di Laborfonds Markus Kuntner in occasione della pubblicazione dei valori, aggiornati al 30 giugno 2008, delle quote e dei patrimoni relativi alle quattro linee di investimento gestite dallo stesso Laborfond, fondo chiuso negoziale rivolto ai lavoratori del Trentino-Alto Adige.

Di Jonathan Figoli
Previdenza
Il Bel Paese del “diritto acquisito mai più perduto”

Con questo articolo si vuole aprire una sorta area tematica dedicata al funzionamento e alle criticità dell’attuale sistema previdenziale obbligatorio italiano. Si tratta di aspetti che, salvo poche particolarità marginali, sono stati definiti fin dal lontano 1995, nell’allora riforma Dini, e che, a 13 anni dalla loro esistenza, nonostante l’alternanza politica di governi di centrodestra e centrosinistra non sono mai stati modificati (negli aspetti essenziali) e che, soprattutto a mio parere, non sono mai stati portati a conoscenza della stragrande maggioranza degli interessati… ovvero di tutti gli italiani.

Di Jonathan Figoli
Il caso della settimana
Perchè i trader perdono tanti soldi ?

Ogni due o tre anni salta fuori la storia di un trader che perde una cifra incredibile di denaro. Solo di recente, c’è stato Jerome Kerviel di Societé Générale, ma ce ne sono stati altri prima di lui. La dimensione di queste perdite è un grande mistero: come può una persona sola perdere 5 miliardi di euro?

Di Cole Kendal
Il caso della settimana
I due collossi dei mutui

Ormai  negli ultimi mesi non si parla di altro: la crisi dei mutui. Tra alti e bassi la situazione sembra ormai chiara, serve una regolamentazione più precisa e forte,anche e soprattutto, opo gli ultimi accadimenti. Infatti è di pochi giorni fa la notizia della profonda crisi dei due colossi dei mutui USA, Fannie Mae (Federal Nation Mortage Association) e di Freddie Mac ( Federal Home Loan Mortage Corporation).

Di Daniele Tortolici
Il caso della settimana
Il Fisco si fa facile per i piccoli contribuenti: il regime dei contribuenti minimi

La legge finanziaria 2008 per semplificare gli adempimenti e ridurre le imposte ha introdotto, a partire dal 1° gennaio 2008, un nuovo regime indirizzato ai contribuenti cosiddetti minimi. Per contribuenti minimi si intendono le persone fisiche residenti nel territorio dello Stato esercenti attività d’impresa o arti e professioni, che nell’anno solare precedente....

Di Rossella Galli
Il caso della settimana
OIL: bolla speculativa quali le reali cause?

Il dibattito sulle cause di crescita del prezzo del petrolio, le cui previsioni lo vedono a 200$ il barile entro fine anno, stimola capirne le cause. Le previsioni di crescita  indicano 200$ al barile, ma le cause della lievitazione del prezzo da cosa dipendono?
In generale tutti sono concordi a  definire questa crescita come conseguenza della bolla speculativa posta in essere sui mercati delle commodities ed iniziata con l'aumento della domanda di energia da parte dei paesi emergenti?

Di
PF Previdenza
Il NAV : questo sconosciuto

Quante volte ci imbattiamo in alcune frasi, che sembrano senza senso,  anche per gli stessi addetti al lavoro, una di queste parole è il cosiddetto NAV, letteralmente il valore netto degli asset, ossia il valore, nella moneta di denominazione, di una singola quota di un fondo comune d’investimento, basata sul valore degli asset finanziari 

Di
PF Previdenza
Fondi: l'emorragia non si arresta

Assogestioni venerdì 4 luglio ha diffuso i dati sulla raccolta dei fondi,  sei mesi tutti da dimenticare per l’industria del risparmio gestito, continua senza sosta la fuga dal risparmio gestito.  Sembra un incubo ma invece è la cruda realtà. Il sistema dei fondi ha chiuso un semestre, tutto da archiviare.

Di
Il caso della settimana
IRAP…..un'imposta molto dibattuta

Con il decreto del 15 dicembre 1997 n.446 è stato istituita l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive, abrogando, nel contempo, ben sette entrate, tra cui i contributi al servizio sanitario nazionale, l'ILOR, l'ICIAP, la tassa sulla concessione governativa per l'attribuzione della partita Iva e l'imposta sul patrimonio netto delle imprese.

Di Rossella Galli
Il caso della settimana
Quel fascino discreto dei pronti contro termine

Siamo figli dei Bot people, i nostri genitori e i nostri  nonni acquistavano ogni mese oppure trimestralmente quel prodotto sicuro che il direttore della banca proponeva tramite una telefonata. I tempi passano, le mode cambiano,  i mercati finanziari alternano fasi di rialzo e di ribasso, l’ingegneria finanziaria sforna prodotti sempre più sofisticati ma la voglia di sicurezza del proprio capitale quella rimane e rimarrà nel tempo. Comunque  non si vive solo di Bot, esistono anche altre forme di investimento di  breve termine come i pronti conto termine (PCT).

Di
Il caso della settimana
Mutui : firmata Convenzione ABI- Economia per Famiglie in difficoltà

Il Comitato Esecutivo dell’ABI riunitosi oggi  ha approvato la bozza di accordo tra il Ministero dell’Economia e l’Associazione Bancaria per la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile per la prima casa stipulati prima del 1° gennaio 2007.

Di Redazione
Il caso della settimana
Agli italiani piace web

Agli italiani piace web, è sicuramente il titolo più giusto che potevamo trovare…. Difatti è proprio di questi giorni l’analisi dell’Osservatorio Finanziario, ente che ha il compito di monitorare l’e-banking, secondo il quale oggi sono circa 10 milioni i conti...

Di Daniele Tortolici
PF Previdenza
Risparmio gestito : Aprile ancora negativo

È negativo il bilancio di raccolta di fine mese di aprile per il sistema fondi.
Un quadrimestre tutto da dimenticare per l’industria del risparmio gestito, un rosso, anzi un profondo rosso da oltre 45 miliardi di euro.

Di
Il caso della settimana
La corsa del petrolio

Ormai l’ascesa del prezzo del petrolio è inarrestabile. Giorno dopo giorno “l’oro nero” aumenta facendo vacillare le borse mondiali. Oggi, o almeno fino .....

Di Daniele Tortolici
Il caso della settimana
La rivoluzione sugli strumenti di pagamento

Oggi Mercoledi 30 Aprile 2008 sono entrate in vigore  le disposizioni relative ai nuovi limiti per la circolazione  del contante e degli strumenti di pagamento al portatore, previste dal d.lgs. 231/07 (art. 49), che ha recepito la III direttiva Antiriciclaggio.

Di Daniele Tortolici
Il caso della settimana
I conti dormienti

Per qualcuno la dicitura “conti correnti dormienti” forse indica un horror-movie italiano di serie b ... Invece, per la maggior parte degli italiani, rappresenta la definizione che lo Stato ha dato a quei conti correnti, che non hanno compiuto per 10 anni consecutivi alcuna operazione...

Di Redazione
Previdenza
L'Italia fanalino di coda negli investimenti previdenziali
L'Associazione Europea del Settore Previdenziale (EFRP) ha pubblicato i dati sulle masse destinate a investimenti con finalità previdenziali nei vari Paesi dell'Unione Europea e l'Italia si è attestata agli ultimissimi posti come masse gestite.
Di Jonathan Figoli
PF Mondo Consulenti
I Family office diventano SIM

L’introduzione della direttiva Mifid  porterà  cambiamenti significativi  anche nelle strutture e ragioni sociali dei family office, ossia strutture multidisciplinari dedicate alla gestione integrata..

Di Redazione
PF Mondo Consulenti
Albo dei consulenti finanziari : nascita entro 30 giugno ?

L’albo e il rispettivo Organismo dei consulenti finanziari dovrebbe trovare  genesi entro il 30 giugno 2008, dovrebbe...

Di
PF Previdenza
Sos Fondi : La fuga continua anche a marzo -10,3 miliardi

Un’altra stangata per il fragile mondo dell’industria del risparmio gestito. Numeri che fanno tremare un sistema, che sta implodendo su stesso,  una crisi che non sembra trovare via di uscita. 

Di
PF Previdenza
Banco Posta leader sul web

Secondo i risultati dell’indagine  trimestrale  eseguita da “Digital finance”, sostenuta da Nielsen/NetRatings e dalla società di ricerca e consulenza CommStrategy...

Di Paolo Ferri
PF Previdenza
La rivincita dei titoli di Stato

In questo momento temporaneo di crisi i promotori preferiscono per la loro clientela asset meno rischiosi...

Di
Il caso della settimana
Il dado è tratto

Si sa, le crisi prima o poi passano e anche quella che si sta vivendo in questo momento sui mercati finanziari e creditizi troverà soluzione,  si riuscirà presto o tardi, questo  non è dato sapere,  a vedere la luce in fondo al tunnel, ma tutto questo però  a caro prezzo, si  lasceranno sul campo di battaglia  vittime illustri e anche meno note  ma soprattutto andranno in fumo tanti miliardi.  Come ad ogni fine guerra si conteranno i sopravissuti, vinti e vincitori,  si cercheranno colpe e colpevoli. E dal quel momento si potrà ripartire con nuovi e  buoni propositi da parte di operatori e autorità di vigilanza.  Il vento di crisi mondiale che ormai da tempo avvita il sistema finanziario ha origini lontane e in questo momento si può parlare solo di ipotesi sulle   perdite potenziale non ancora emerse, queste si aggirano  attorno a 1.400 miliardi di dollari, ossia il 2,5 % del PIL mondiale. La crisi attuale è un insieme di fattori, tra loro correlati,  la paura dell’ inflazione, della disoccupazione, la forte stretta creditizia, la bolla dei mutui,  il dollaro debole, il rincaro del greggio e della materie prime hanno creato sfiducia e paura nel sistema finanziario mondiale.  
Di fenomeni isolati e  circoscritti  nel attuale sistema globale finanziario ed economico non si può  più parlare, tutto produce cambiamenti ed effetti, le cui manifestazioni non sono a priori determinabili. A volte le conseguenze di fenomeni, cosiddetti portatori di destabilizzazione di un sistema sono comprensibili in primis dagli  attori del mercato (istituzioni finanziare, creditizie, autorità)  e controllabili dallo stesso sistema finanziario. Questi eventi non fanno particolari danni, se non nel luogo di origine del fenomeno;  altre volte invece, come oggi, la somma di tanti avvenimenti,  poco correlati (solo apparentemente) fra loro, lontani nel tempo ma anche geograficamente, si sommano per dare vita ad unico grande evento di rottura del sistema globale, un’unica grande crisi, imprevedibile, dagli esiti disastrosi e difficile da fermare anche dalle stesse autorità. L’attuale crisi finanziaria, come sostiene Alan Greespan, sarà probabilmente giudicata come la più grave dalla fine della seconda guerra mondiale.
Si è cominciato dai mutui subprime, e ai tempi si diceva, che fosse solo un fenomeno americano circoscritto, senza ripercussioni per l’economia mondiale, ma a posteriori, si sa che la questione subprime è solo la punta di un iceberg, ancora tutto da scoprire, di un sistema  finanziario ed economico malato e bisognoso prontamente di cure che rischia la sua stessa implosione.
È toccato poi alle banche, le immagini delle file di correntisti davanti alla  Northern Rock,  il quinto istituto creditizio britannico, specializzato nei mutui immobiliari, sta ancora facendo il giro del mondo. La banca inglese era entrata in crisi di liquidità per l'incapacità di rifornirsi sul mercato interbancario. Ma secondo gli esperti del settore non ci si doveva preoccupare, in quanto il fenomeno  era localizzato e facilmente controllabile dalle autorità. All’improvviso, le notizie  delle svalutazioni (circa 200 miliardi di dollari) dei bilanci delle grandi  banche internazionali, faceva incominciare a tremare un sistema ormai dai piedi di argilla. In questo momento moltissime istituzioni finanziarie non possono e non riecono a liquidare le proprie posizioni impiegate in asset macchinosi e poco liquidi, come crediti subprime, crediti ipotecari e strumenti derivati di nuova generazione difficili da capirne la loro stessa struttura.
Le borse mondiali, che guardano sempre avanti,  hanno cominciato a perdere nel giro di poche sedute centinaia di miliardi di capitalizzazione e lo spettro di un altro 1929 sta giorno dopo giorno prendendo corpo nella mente di molti operatori e risparmiatori. Inoltre non c’è giorno, che non si legga sui giornali di qualche Hedge fund e private equity (esempio il Carlyle Capital)  che non sia fallito. Fenomeni quelli degli Hedge e private capaci di moltiplicare la loro forza sui mercati grazie alla leva finanziaria che amplifica i mezzi propri. 
Notizie allarmanti che non fanno presagire niente di buono per il futuro.  E intanto la Fed manda segnali decisi al mercato : in settimana, salva con l’aiuto di  Jp Morgan,  la Bear Stearn, quinta banca d’affari americana, con un finanziamento di 30 miliardi, poi la riduzione di 75 punti dei Fed fund (Ben Bernanke ha portato martedì 18 marzo i Fed Fun al 2,25% e il tasso di sconto a 2,5%)   assieme a tanta liquidità riversata sul mercato interbancario.

Di Redazione
Il caso della settimana
Bear Stearns fa tremare le borse

La settimana sui mercati globali azionari stava proseguendo il cammino verso la normalità. Tutto sembrava presagire un sereno fine settimana per i listini azionari mondiali;  in un clima caratterizzato ormai  da tanti mesi di  grande incertezza, solo notizie confortanti provenivano dall’ambiente finanziario; la Federal Reserve insieme ad altri istituti centrali, aveva deciso di immettere  nel sistema finanziario circa 200 miliardi di dollari. La società di rating Standard & Poor’s,  giovedì 13 Marzo, aveva dichiarato che le perdite potenziali legate ai titoli ai mutui subprime  ammontavano a 285 miliardi di dollari, di cui 188 già assorbiti dal sistema finanziario globale.
Ma l’ennesimo terremoto finanziario, con epicentro Wall Street, era dietro l’angolo, aspettava solo il momento e le condizioni  giuste per scatenarsi sui listini americani e quelli internazionali.
Gli operatori non hanno avuto nemmeno il tempo per un mini rally, capace di alimentare nuove speranze di rialzo per i mercati azionari, ed ecco la prima doccia fredda, giovedì Carlyle Capital, il fondo legato al colosso del private equity americano con asset da 21,5 miliardi, annuncia il suo imminente fallimento. 
Ma la settimana sui mercati finanziari internazionali si è chiusa e si aprirà  con nuove  e preoccupanti tensioni provenienti questa volta dal settore bancario. La causa della discesa di venerdì dei listini americani  (Dow Jones -1,6 %, Nasdaq – 2,3% ) e di quelli, in forma più contenuta delle borse europee, ha un nome : Bear Stearns, quinta banca di investimento americana e società di brokeraggio nella compravendita di titoli e derivati, fondata a New York nel 1923, oggi conta circa 15 mila dipendenti e un volume di affari complessivo per 16 miliardi di dollari.  
Venerdì, in pochi minuti,  Bear Stearns  ha dimezzato  il suo  valore in Borsa, lasciando  sul campo di battaglia 5,7 miliardi di capitalizzazione.
La situazione per l’istituto di credito  è precipitata dopo che negli ultimi giorni erano circolate voci di possibili difficoltà di “liquidità” ma puntualmente i  vertici dell’istituto di credito  erano intervenuti per dare rassicurazioni agli azionisti e al mercato, ma venerdì il presidente e amministratore delegato, Alan Schwartz, ha riconosciuto che «la situazione finanziaria si è gravemente deteriorata».
Bear Stearns è una delle più esposte al fallimento del fondo Carlyle Capital, infatti l’istituto di credito vanta nei confronti del fondo crediti per un valore di 1,8b miliardi di dollari. A correre in aiuto della Bear Stearns sono stati la Federal Reserve (garante dell’operazione)  e Jp Morgan, che fornirà alla banca un finanziamento per 28 giorni.
La Fed in modo particolare sosterrà l'azione di Jp Morgan attraverso una misura straordinaria, la "discount window" (ossia il ricorso in ultima istanza a finanziamenti, di breve termine fatte dalle grandi banche direttamente alla Federal Reserve, alle banche centrali, invece che attraverso il sistema interbancario) : è la prima volta che la Fed attua un intervento per salvare una singola istituzione da una crisi finanziaria. Jp Morgan e la Fed non hanno però quantificato l'ammontare dei fondi d'emergenza e hanno precisato che l'operazione non esporrà gli "azionisti ad alcun tipo di rischio materiale". Secondo alcuni analisti, Bear Stearns ha bisogno di una cifra compresa tra i 3 e i 7 miliardi di dollari nell'arco di 24 ore per far fronte alle proprie esposizioni.
Non vi sono garanzie, ha aggiunto Schwartz, che il salvataggio permetterà alla Bear Stearns di continuare a operare regolarmente; per questo motivo, Jp Morgan sta «lavorando a stretto contatto con Bear Stearns per trovare finanziamenti permanenti o altre alternative per il gruppo»
 

 

Di Redazione
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