http://www.pfevents.it
 :: E-MAIL :: PASSWORD ::
 Non sei registrato: iscriviti! Hai perso la password: recuperala!

 
Sei Qui: > Home Page > PF News > PF EconoPolitik > BIOECONOMIA, l'Italia è seconda in Europa
 
 Condividi: 

video porno italiano una porno site nuovi sesso film italiano.

BIOECONOMIA, l'Italia è seconda in Europa

L’Italia, con un peso pari all’8,1%, è dietro solo alla Spagna, superando la Francia (7,5%), la Germania (6,1%) e il Regno Unito. E le potenzialità sono ancora ampie

26/03/2017 Stefania Pescarmona
Molto dipenderà da quanto il governo italiano e l’Europa continueranno a fare, ma una cosa è certa la bioeconomia italiana è un settore ad alte potenzialità.

“Con 251 miliardi di valore della produzione e 1,65 milioni di occupati siamo il terzo Paese in Europa” , ha spiegato Giulia Gregori, componente del comitato di presidenza di Assobiotec e coordinatrice del gruppo di lavoro sulla bioeconomia di Assobiotec, commentando i dati emersi dal terzo rapporto dedicato alla bioeconomia in Europa, realizzato da Intesa Sanpaolo, SRM e Assobiotec.

“L’Italia, con un peso pari all’8,1%, è seconda solo alla Spagna, superando la Francia (7,5%, ndr), la Germania (6,1%) e il Regno Unito (4,7%)”, ha poi dichiarato Stefania Trenti, responsabile Industry direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, aggiungendo che oltre a un peso rilevante, l’Italia si caratterizza anche per una maggiore diversificazione settoriale e una significativa presenza nelle componenti high-tech della chimica biobased e della farmaceutica biotech, rendendo il panorama della bioeconomia nel nostro Paese estremamente ricco e articolato.



“Filiere come quella degli intermedi chimici e delle plastiche ottenute da materie prime rinnovabili, concepite come soluzioni in grado di trasformare problemi ambientali, come quello del rifiuto organico, in risorse, sono la dimostrazione che il nostro Paese è capace di dar vita a modelli fortemente innovativi e sistemici, sostenibili e competitivi allo stesso tempo”, ha poi proseguito Gregori, spiegando che l’Italia ha ideato il concetto di bioraffineria integrata nel territorio, con filiere che arrivano fino all’agricoltura, guardato con interesse anche a livello europeo.
“Diverse regioni stanno oggi concretamente cercando di mettere in pratica un modello di bioeconomia intesa come rigenerazione territoriale”, ha infatti dichiarato componente del comitato di presidenza di Assobiotec.

La bioeconomia, tuttavia, è un concetto complesso che non si può fermare alla semplice elencazione dei settori e dei prodotti che ne fanno parte. Il rapporto affronta, pertanto, alcuni temi chiave per lo sviluppo della bioeconomia nel nostro Paese. Il primo passaggio per l’utilizzo dei rifiuti in modo biocompatibile è che questi vengano raccolti in modo differenziato. La raccolta differenziata è l’unica forma di gestione del rifiuto a monte che permette l’attivazione di molteplici fasi di lavorazione del rifiuto a valle.
In Italia le percentuali di rifiuti raccolti in modo differenziato sono cresciute in modo significativo su tutto il territorio nazionale nel corso degli anni duemila. Nel 2015, il 47,5% dei rifiuti solidi urbani è stato raccolto in modo differenziato, con i rifiuti biodegradabili che rappresentano il 72% del totale.

Nonostante l’evoluzione del settore, ci sono ancora potenzialità importanti in particolare in alcune aree del Paese. La raccolta differenziata è ancora poco diffusa al Centro e al Sud, dove gli ultimi dati del 2015 mostrano una incidenza ancora ferma, rispettivamente, al 43,8% e al 33,6%. In termini pro capite i rifiuti organici raccolti sono pari a 70,2 kg per abitante al Sud, rispetto ai 101 registrati nelle regioni del Centro e ai 122 delle regioni del Nord.

“Un ulteriore sviluppo sostenibile della bioeconomia richiederà una attenzione crescente al ciclo dei rifiuti biodegradabili, fonte importante di risorse in un’ottica circolare: punto di partenza chiave sarà il potenziamento della raccolta differenziata, la cui diffusione procede a macchia di leopardo sul territorio nazionale”, ha infatti spiegato Trenti. In Italia, infatti, il ciclo dei rifiuti biodegradabili vale poco meno di 10 miliardi per 40mila addetti, quindi il suo sviluppo, attraverso interventi pubblici e privati, gestionali e infrastrutturali è necessario in un’ottica di economia circolare.
 
 
Seguici anche su:
Cerca:
 
ProfessioneFinanza testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale della Spezia al n. 03/2009 il 12/06/2009 Proprietario: PFHOLDING Srl Editore: PFHOLDING Srl Direttore Responsabile: Francesco Pelosi Copyright © 2009, Tutti i diritti riservati - Ogni contenuto è riproducibile riportando la fonte, www.professionefinanza.com PFHOLDING Srl - P.I. 01096460116 | Cookie Policy
finanza mercati polizze come finanza leggi guida vita finanziari tassi finanza mercati polizze come finanza leggi guida vita finanziari tassi finanza mercati polizze come finanza leggi guida vita finanziari tassi finanza mercati polizze come finanza leggi guida vita finanziari tassi finanza mercati polizze come finanza leggi guida vita finanziari tassi finanza mercati polizze come finanza leggi guida vita finanziari tassi finanza mercati polizze come finanza leggi guida vita finanziari tassi finanza mercati polizze come finanza leggi guida vita finanziari tassi Sun-Times S.r.l.porno