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ResponsabilitÓ, nuovi rischi dalla DIGITALIZZAZIONE

Secondo Allianz Global Corporate & Specialty, le cause principali di danni a terzi per le aziende sono i difetti di produzione o di costruzione, le collisioni e, infine, gli errori umani. Le nuove tecnologie creeranno nuovi scenari di responsabilitÓ

02/04/2017 Stefania Pescarmona
Nel futuro, la digitalizzazione e l'uso crescente delle nuove tecnologie potrebbero condurre a una trasformazione nel panorama delle responsabilità. È quanto dichiara Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS) nel suo nuovo rapporto Global claims review: liability in focus (rapporto sui sinistri in tutto il mondo: focus sulle responsabilità), dal quale risulta che nel complesso, si prevede che la frequenza dei sinistri diminuisca poiché le nuove tendenze - quali la guida autonoma - migliorano la sicurezza nelle strade. Tuttavia, la tecnologia porterà con sé nuovi rischi come un aumento di quelli informatici, di responsabilità e richiamo prodotti. I processi di automazione potrebbero portare a un aumento della responsabilità prodotti per i produttori di macchinari e i fornitori di software. Le nuove leggi sulla protezione dei dati riguardo all'uso scorretto o alla violazione dei dati aumenteranno la responsabilità informatica per le aziende; ciò potrebbe dare luogo a importanti multe e sanzioni, particolarmente in Europa a partire dal 2018, ma anche altrove.

"Il panorama di rischio per le aziende si trasforma continuamente e i rischi di responsabilità civile crescono a livello mondiale. Le nuove tecnologie come l’Internet delle cose (IoT), la guida autonoma o la stampa 3D creeranno nuovi scenari di responsabilità per le aziende in quasi ogni settore", ha dichiarato Alexander Mack, membro del board di AGCS e chief claims officer

Oggi, intanto, secondo il rapporto Global claims review - che analizza oltre 100 mila indennizzi di responsabilità civile aziendale in più di 100 Paesi, per un valore complessivo di 8,85 miliardi di euro, pagati da AGCS e da altri assicuratori tra il 2011 e il 2016 - la causa principale di danni a terzi per le aziende a livello mondiale è rappresentata dai difetti di produzione o di costruzione, che rappresentano il 23% del valore di tutti gli indennizzi. In particolare, il sinistro medio costa alle aziende una somma superiore a 260.000 euro e l’elemento più gravoso è rappresentato dal costo del richiamo di prodotti. Le collisioni sono la seconda causa principale di sinistri (22%) mentre al terzo posto ci sono gli errori umani (19%).
 
Le attuali esposizioni di responsabilità a cui sono sottoposte le aziende possono derivare quindi da un numero crescente di fattori e provocare perdite più ampie e complesse che mai.

In Italia, intanto, dal punto di vista del numero dei sinistri, gli incidenti per scivolamenti/cadute/caduta di oggetti (16%) e i difetti di produzione/costruzione (15%) sono le cause principali dei danni a terzi per le aziende.
 
Secondo il rapporto, i sinistri che superano 1 miliardo di dollari stanno diventano più comuni e non sono più limitati agli Usa e all'Europa, e dal momento che i legislatori stanno diventando più rigidi, le supply chain sono più complesse e le controversie e gli indennizzi in "stile americano" si stanno diffondendo in tutto il mondo. Gli Stati Uniti continuano a essere il più grande mercato assicurativo che genera non solo il numero maggiore di richieste di indennizzo, ma anche molti tra i più importanti sinistri. "Tuttavia, notiamo la tendenza ad avere maggiori richieste di indennizzo al di fuori degli Usa a causa della crescente consapevolezza, in Asia ed Europa, delle possibilità di risarcimento e dei diritti dei consumatori", afferma Peter Oenning, global head of liability Cclaims, AGCS. Se le class action da parte di consumatori e investitori rimangono ancora una questione statunitense, oggi, un numero crescente di Paesi, ammette le azioni collettive. Inoltre le aziende estere, sono sempre più citate in giudizio negli Usa. Inoltre, gli assicuratori stanno assistendo a un notevole aumento dei sinistri di responsabilità civile ambientale in particolare nei settori di estrazione mineraria e delle imprese di costruzione, in America Latina ed Asia. Le analisi dimostrano, infatti, che il danno ambientale medio costa alle aziende oltre 2,3 milioni di euro anche se i costi si moltiplicano di molto nei disastri importanti.
 
 
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