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Economia e Dintorni

Bernanke rinnega il suo maestro Greenspan e il suo passato

C’è un abisso culturale tra le Fed di Ben Bernanke e quella di Alan Greenspan di 5 anni fa. Ma c’è un salto anche tra il Bernanke di oggi e quello del gennaio 2006, appena insediatosi alla presidenza della banca centrale con la presunzione che la politica monetaria – i tassi d’interesse e soprattutto il dosaggio della liquidità – potesse far fronte ad ogni crisi.

REGOLAMENTAZIONE DELLA FINANZA:
In genere le regole finanziarie e i controlli, più che la politica monetaria, offrono strumenti più adatti per correggere i problemi del credito. Un linguaggio rivoluzionario, se si considera che è trascorso appena un lustro da quando il suo predecessore dichiarò esattamente l’opposto: «In genere – spiegò Greenspan il 5 maggio 2005 – le regole del mercato hanno dimostrato di controllare i rischi molto meglio di quelle dei governi».

AUTOCRITICA: L’abisso culturale è stato creato dalla crisi del credito e dalla conseguente recessione. Ma, a differenza di Greenspan che ha sempre cercato di giustificare sè stesso, Bernanke ha formulato nella riunione tenuta giovedì scorso, esplicitamente per la prima volta, un severo giudizio sul passato e anche una sorta di autocritica: «Prima della crisi, la Fed è stata lenta nel capire e nel correggere gli abusi dei prestiti subprime». È stato l’immenso «sistema bancario ombra »che s’è lasciato crescere senza preoccuparsi di regolare il livello d’indebitamento, i rischi e la patrimonializzazione delle imprese a far esplodere la crisi: non gli hedge fund, ha precisato Bernanke.

PREVENZIONE RISCHI:
E anche le bolle speculative si possono riconoscere e forse circoscrivere: non con i tassi d’interesse, ma raccogliendo tutte le informazioni quantitative necessarie per individuare le fonti di rischio. Ebbene sì, un importante passo in avanti da parte del presidente della Fed che sembra voler chiudere definitivamente con il passato e cercare di non commettere gli errori di Greenspan anche perché la ripresa economica che sembra non decollare metterà a dura prova anche lo stesso operato di Bernanke e solo i mesi futuri ci diranno se l’allievo ha superato definitivamente e a pieni voti il maestro.