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BTP Italia 2022: come si prospettano i prossimi otto anni per i risparmiatori

Si è conclusa ieri, 23 giugno 2022, la diciassettesima emissione del BTP Italia che aveva avuto inizio lunedì 20 giugno. L’asta si è chiusa con 9,4 miliardi di euro collocati – di cui 7,26 miliardi presso i piccoli risparmiatori e 2,18 miliardi presso investitori istituzionali. Il titolo del Tesoro avrà una durata di otto anni (data di godimento 28 giugno 2022-30) e sarà indicizzato al tasso di inflazione italiana, con tasso cedolare reale annuo all’1,60% e pagato in due trance, come ha confermato il MEF.

La fase di collocamento del BTP si è divisa in due fasi: nella prima – dedicata agli investitori individuali e svoltasi dal 20 al 22 giugno – sono stati conclusi 211.432 contratti per un controvalore pari a 7,26 miliardi di euro; nella seconda – dedicata agli investitori istituzionali – sono state siglate 238 adesioni per un controvalore emesso pari a 2,18 miliardi.

Cosa sono i BTP e le differenze col BTP Italia

BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) sono titoli di stato italiani, emessi con scadenza superiore all’anno. Si tratta di bond governativi con cedola fissa o variabile, a seconda dei casi; il Tesoro li emette all’asta a un prezzo che si determina dall’incontro con la domanda, ovvero delle richieste degli investitori istituzionali per proprio conto o per conto dei clienti.

Una volta emessi, i BTP possono essere negoziati sul Mercato Obbligazionario Telematico (MOT), nel quale vengono acquistati e venduti da e ad altri privati in base al prezzo che di volta in volta sarà fissato dalle regole della domanda e dell’offerta. L’andamento dei prezzi e dei correlati rendimenti dei BTP sul mercato secondario per ciascuna scadenza fornisce al Tesoro un’idea sui livelli dei costi di emissione a cui andrà incontro con l’offerta di nuovi titoli.

Investire in BTP, tuttavia, non è esente da rischi. Una delle minacce più comuni dell’investire in titoli del Tesoro è la volatilità del prezzo prima della scadenza, questo può essere superiore in caso di scadenze a lungo termine (un BTP a dieci anni comporta un rischio, seppur basso, ma maggiore rispetto a uno a tre anni)

I BTP Italia, invece, sono gli unici titoli di Stato italiani indicizzati al tasso di inflazione nazionale. Ogni sei mesi pagano interessi a tasso fisso sul capitale rivalutato all’inflazione del semestre di riferimento, basandosi sull’indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie, operai e impiegati (indice FOI). Con i BTP Italia la rivalutazione del capitale viene corrisposta semestralmente con un recupero immediato dell’inflazione e, in caso di deflazione, le cedole vengono comunque calcolate sul capitale nominale investito, quindi con una protezione estesa non solo alla quota capitale, ma anche agli interessi.

Il BTP Italia è, dunque, pensato per i piccoli risparmiatori che possono acquistarlo all’atto dell’emissione: il Tesoro comunica prima dell’asta, la cui durata è di alcuni giorni, la cedola minima garantita alla quale si sommerà l’inflazione del semestre secondo l’indice FOI.

Le caratteristiche del BTP Italia 2022

La diciassettesima edizione del BTP Italia, emessa lo scorso 23 giugno, ha una scadenza di otto anni più lunga delle precedenti (che si aggiravano tra i quattro e i cinque anni) e prevede un bonus fedeltà diverso dalle tranche precedenti; infatti, il rendimento premio per il BTP Italia 2022 sarà doppio:

  • Agli investitori che acquistano il titolo durante la prima fase del periodo di collocamento e lo detengono fino al termine dei primi quattro anni (28 giugno 2026), il MEF corrisponderà un premio fedeltà intermedio pari allo 0,4% del capitale acquistato non rivalutato.
  • Nei successivi quattro anni (fino a 28 giugno 2030), alla scadenza del titolo, agli investitori retail che hanno continuato a detenere il titolo dall’emissione fino alla scadenza, sarà corrisposto un premio finale pari allo 0,6% del capitale sottoscritto non rivalutato.

Pertanto, il risparmiatore che acquista il BTP Italia all’emissione e lo detiene fino alla scadenza riceverà un premio complessivo pari all’1%. Il tasso reale annuo garantito dal MEF per questa nuova emissione è stato fissato all’1,60%.

Per ciò che concerne, invece, il rendimento atteso, se si considera una media del tasso di inflazione del 2,9%, sul periodo di otto anni, gli esperti stimano un rendimento lordo annuo del 4,5% (più uno 0,13% pro-rata per anno di bonus fedeltà annuale) per un totale di circa 4,6%.

BTP Italia 2022 e tasso di adesione a -50%: primi segni della fine dell’inflazione?

Il BTP Italia è la concreta rappresentazione della speranza del governo Draghi che la corsa dell’inflazione sia destinata a rallentare presto. Il titolo, infatti, ha registrato una discreta domanda (9,4 miliardi di euro), ma del 50% inferiore ai 22,3 miliardi raccolti con il collocamento del BTP Italia di maggio 2020 (in piena emergenza Covid-19). Oggi, rispetto a due anni fa quando la principale preoccupazione del mercato riguardava una possibile deflazione, ci sarebbero tutte le ragioni per investire su un bond indicizzato all’inflazione.

Questo basta agli analisti per parlare di semi-flop dell’emissione? I BTP Italia, infatti, sono indicizzati all’inflazione, attualmente molto elevata ma destinata a scendere, e proprio questa prospettiva avrebbe reso – secondo alcuni osservatori – l’investimento poco appetibile. Resta il fatto che gli italiani hanno riservato un’accoglienza tiepida all’operazione che, da parte del governo, voleva essere anche un modo per offrire l’opportunità di proteggere la liquidità dal caro vita.