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Il caso della settimana

Crisi del credito : Ancora nubi all’orizzonte

Il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti ha affermato che “Nessuno è immune dalla crisi, non siamo alla fine, siamo alla fine del principio, nessuna previsione è possibile al momento. Come tutte le crisi, anche questa finirà, ma il mondo sarà diverso”. Parole chiare, allo stesso tempo forti,  non sicuramente incoraggianti che, però, non lasciano alcun dubbio : Le conseguenze della più grande  crisi del credito  stanno arrivando anche da NOI , o meglio sono già arrivate ! Certamente gli effetti infausti del tracollo delle investment banking , Lehman Brothers,  della Washington Mutual (la più grande cassa di risparmio americana) e  del quasi fallimento della più grande compagnia assicurativa al mondo, AIG,  saranno, probabilmente, nel nostro paese di entità minore, rispetto alla situazione americana,  ma comunque l’effetto dominio  del default del colosso dai piedi di argilla  si farà sentire ovunque ma soprattutto per un tempo lunghissimo.

Ma la crisi, comunque, non sembra finire qui, il peggio non è ancora passato, il cielo sarà ancora pieno di nubi e forse per ancora tanto tempo. E intanto  si aspettano nuovi tracolli di banche  e di hedge fund, ancora tanta turbolenza sui mercati finanziari, ancora nuove immissione di liquidità da parte delle banche centrali e chissà quante ne dobbiamo ancora vedere!

Probabilmente questo momento, rappresenterà  la più grande occasione di acquisto sui mercati azionari  di tutti i tempi e come dice quel  vecchio detto : “ quando sul mercato scorre il sangue, allora si deve comprare” e le grandi fortune di alcune banche, che sapranno acquistare altre banche in difficoltà e degli abili speculatori, che avranno informazioni migliori rispetto agli altri,  si costruiranno proprio adesso, in questi mesi critici,  e dalle ceneri del vecchio sistema finanziario, sorgerà  uno nuovo, un ordine finanziario mondiale diverso da quello attuale, SI SPERA, con regole di tutela e di trasparenza  migliori. E solo in questo caso il sangue che ora scorre sui mercati, sarà servito a qualcosa.
Di sicuro questa crisi lascerà a noi e ai nostri figli un grande insegnamento : “dubitare di tutto e di tutti e non lasciare niente al caso, soprattutto quando di mezzo ci sono i risparmi di una vita intera”.  

Ma in questo  momento  rimangono numerose  incognite sul denaro investito dai risparmiatori italiani  nei prodotti della Lehman Brothers, ossia bond, prodotti strutturati e  polizze assicurative che hanno come sottostante la banca americana, il cui valore è zero. Tutti questi risparmiatori hanno un comune denominatore : avevano investito il loro risparmio, pensando di aver acquistato prodotti sicuri, senza nessuno rischio ed invece, proprio quegli strumenti super sicuri  hanno riservato loro un regalo non proprio gradito.  
Le esposizioni dei primi 20 gruppi bancari italiani verso la Lehman Brothers è pari allo 0,5 del loro patrimonio di vigilanza (  complessivamente il patrimonio di vigilanza è pari a 201 miliardi di euro) , circa 700 milioni, un valore, sottolineano Tesoro e Banca d’Italia, inferiore alla  media europea.   

 Ma quanti italiani  hanno sottoscritto i prodotti collegati alla ex banca d’affari ? una stima precisa di quante persone abbiano nei loro portafogli titoli legati alla galassia Lehman  non esiste, si pensa, comunque,  ma sarebbero almeno 50.000, per un controvalore  superiore al miliardo di euro ed un investimento medio per persona di circa 25.000 euro.
Ma torniamo un attimo alle polizze con sottostante la Lehman Brothers, il numero di queste in mano agli investitori sarebbero circa 10 mila, di 169 compagnie e il danno potenziale previsto è di 1,14 miliardi di euro. A meno che gli intermediari non FACCIANO qualcosa, il contraente che ha sottoscritto la polizza si dovrà assumere  sia il rischio di mercato, sia il rischio di credito connesso all’insolvenza della  Lehman Brothers. Insomma, sarebbe una bella beffa per tutti quelli che hanno creduto nella sicurezza di questi prodotti.