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Green Transformation, che
succede nell’azionario

Il successo della transizione verde

Quello della Green Transformation è stato uno dei temi che ha riscontrato più successo sui mercati azionari lo scorso anno e anche la sua performance year-to-date è stata tra le migliori in confronto ad altre categorie azionarie, cosa che sottolinea l’elevata attenzione verso i titoli legati alla sostenibilità. Tuttavia, tale successo si sta rivelando anche un limite per quanto riguarda la valutazione di queste azioni, che incorporano un premio in confronto al resto del mercato azionario.

La performance mensile del green

Nel corso del 2021, qualora si verificasse reflazione o un aumento dei tassi di interesse, anche le azioni green potrebbero essere messe sotto pressione e potremmo assistere ad una divergenza tra le azioni speculative e quelle con fondamentali migliori. Negli ultimi 5 anni, tra i diversi settori azionari, quello green ha registrato la migliore performance mensile, che corrisponde al 10,5%. La classificazione per temi fornisce un ottimo indicatore di comparazione per quanto riguarda le performance poiché, osservando le tecniche di classificazione tradizionali, non verrebbero evidenziati alcuni trend, come quello della Green Transformation, che abbraccia diversi settori.

Il dettaglio sui settori coinvolti

Andando più nel dettaglio del comparto green, si trovano titoli con esposizione a una serie di categorie legate a questo tema e che fanno parte di diversi settori che comprendono attività quali: produzione di batterie, stoccaggio di energia, produzione di bioplastica, cattura del carbonio, servizi ambientali, produzione di celle a combustibile e idrogeno, produzione di energia solare ed eolica. Tra le varie categorie, quelle della produzione di bioplastica e della cattura del carbonio sono le due che hanno registrato la performance minore e che utilizzano le tecnologie più recenti, elemento che ne aumenta notevolmente il rischio.

Il trend che rafforza il rendimento

Il rendimento ottenuto sinora offre una misura di quella che è stata la domanda di azioni green nel corso del 2020, un anno guidato da forti segnali politici e riforme verso la sostenibilità come, ad esempio, i Green Bond in Europa e l’impegno della Cina a diventare carbon neutral prima del 2060. Inoltre, lo scorso anno abbiamo assistito anche al successo dei veicoli elettrici in Europa che, assieme alle automobili ibride, hanno costituito circa il 10% delle vendite di nuove autovetture.

Il rischio della sopravvalutazione

Insomma, al momento l’unica vera criticità potrebbe essere la sopravvalutazione degli asset coinvolti nella Green Transformation. Nonostante il tema abbia avuto un grande successo tra gli investitori negli ultimi due anni e l’attività politica a sostegno della lotta contro il cambiamento climatico stia proseguendo, il rischio è aumentato. I principali rischi sono associati alle attuali valutazioni degli asset azionari di riferimento, infatti, i rapporti di P/E (Price to Earnings) e P/CF (Price to Cash Flow) del paniere sono rispettivamente di 266 e di 34, che sono premi di valutazione elevati in confronto al mercato azionario globale.