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Economia e Dintorni

HEDGE FUND INDUSTRY: necessità di regolamentazione

È necessario regolamentare in modo preciso e trasparente il settore degli Hedge fund  per riassettare a livello globale i mercati finanziari e poterne meglio controllare il rischio.

Questo quanto emerso nell’incontro tra i venti ministri finanziari dei paesi leader mondiali tenutosi a Londra lo scorso marzo.

Questa esigenza non è solo sentita dai governi, attualmente alle prese con la gestione economico-sociale della crisi, ma è fortemente richiesta anche dai piu’ importanti operatori di mercato.

Un esempio su tutti è Calpers – The California Public Employees’ Retirement System-, uno dei sistemi assicurativi piu’ importanti negli Stati Uniti, in grado di fornire attualmente servizi finanziari ed assicurativi a piu di un milione e seicento mila clienti. Lo stesso si presenta sul mercato finanziario come uno dei principali pension fund visto il patrimonio economico in suo possesso.

 

Secondo i dirigenti del fondo pensione, grazie alla maggiore trasparenza si potrà gestire al meglio il patrimonio di oltre 6 miliardi di $ investiti nel fondo hedge, ottimizzandone il rischio finanziario ed il rendimento.

Di seguito le parole di Joseph Dear, cheaf investment officer di Calpers, che riassumono in breve tale volontà:

“We believe that investors and managers alike stand to benefit over the long term when interests are better aligned, asset controls are properly instituted, and transparency of risks and exposures is improved”. “We look forward to working with hedge fund managers in the coming months to strengthen these concepts and make hedge funds an even more effective asset management tool in the CalPERS portfolio.”  

Nelle intenzioni percio’ dei dirigenti del fondo pensione c’è l’esigenza di modificare le relazioni di lungo periodo con il fondo hedge di riferimento, allineandole alle aspettative di rischio e rendimento che il fondo pensione.

Sempre secondo gli stessi dirigenti,   nonostante i fondi istituzionali siano diventati in generale i maggiori “clienti” dei fondi hedge, questi ultimi non sono stati in grado di rispondere adeguatamente alle aspettative di lungo periodo dei propri clienti.

Dello stesso parere è Kurt Silberstein, Senior Portfolio Manager del CalPERS Global Equity, che sottolinea come questa ristrutturazione dei rapporti voluti dei dirigenti di Calpers porti benefici anche al fondo hedge, in quanto una relazione stabile nel lungo periodo tra i due soggetti, consentirà anche al gestore del fondo hedge di ottimizzare i rendimenti degli investimenti allineandoli alle aspettative di profitto e di rischio del fondo di pensione, maggiore investitore.

Calpers possiede la forza economica per riformulare i rapporti con il fondo hedge a lui collegato, resta il fatto pero’ che molti altri fondi istituzionali, secondo molti analisti, non possiedano i muscoli di Calpers necessari per questa operazione.

Il rischio nel prossimo futuro è che il mercato si spacchi in due tronconi, una parte di fondi hedge trasparenti operano sul mercato perché collegati a clienti molto forti economicamente che necessitano di controllare pedissequamente la gestione del loro immenso patrimonio e al contrario fondi hedge che continueranno ad operare sul mercato in modo non trasparente, come “ombre” perché non sottoposti a forze esterne in grado di farne modificare la logica di operatività.

A questo punto diventa anche difficile capire chi opera in modo trasparente e chi invece continua a seguire una vecchia linea di condotta.

Secondo invece Peter Clarke, chief executive of Man Group, uno dei piu’ importanti fondi hedge operanti nel Regno Unito, questa richiesta di maggiore trasparenza da parte degli investitori istituzionali e dei governi si tradurrà nell’estinzione di molti hedge fund di piccole dimensioni, in quanto non in possesso della struttura organizzativa necessaria a far fronte alla richiesta di tutte le informazioni necessarie previste da una eventuale rigida normativa che regolamenti la macchina dei controlli.

Questo porterebbe inesorabilmente al ridimensionamento della Hedge Fund Industry e anche di molti prodotti finanziari esistenti sul mercato – in primis i titoli derivati – in quanto non piu’ corrispondenti alle esigenze di trasparenza.

Ma non solo, sempre secondo Clarke molte strategie di gestione finanziaria andrebbero forse perdute perché probabilmente non corrispondenti alle nuove normative. Questo comporrebbe anche una perdita di conoscenze e di ricerca innovativa di gestione dei patrimoni, ricerca che sino all’anno passato era stata la fonte di crescita dei mercati finanziari di tutto il mondo.

Conclude Clarke, la crisi è stata ed è molto dura, il suo fondo ha ridotto del 15% la sua forza lavoro ed ha drasticamente diminuito il patrimonio gestito del 60%, ma questo non deve trarre in inganno, i fondi hedge solidi continueranno ad operare, nella speranza di evitare una drastica regolamentazione del mercato, perché lo stesso mercato ha bisogno di operatori trasversali in grado di muoversi bypassando le normative.