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Economia e Dintorni

hedge fund: un nuovo modello di gestione

Il vecchio sistema di gestione dei fondi hedge deve cambiare.

Di nuovo il dibattito mondiale sui fondi hedge verte su questa problematica.

Questo infatti è l’orientamento richiesto dagli investitori, da chi fornisce gli “strumenti di lavoro” ai fondi
– le banche di investimento in primis – e dai maggiori governi economici mondiali, che vogliono evitare in futuro nuove crisi.

Il sistema precedente era valido nel momento in cui l’economia cresceva senza interruzioni di sorta e perciò era accompagnata da una forte liquidità.

Ora il meccanismo che oliava il sistema si è bruscamente interrotto.

Il collasso di Bear Stearns e Lehman Brothers, l’arresto di Bernard Madoff e le sue importanti rivelazioni, richiedono agli investitori un cambiamento radicale nel modo di pensare ed implementare i loro investimenti.

I fondi hedge, una volta liberi di muoversi sui mercati finanziari di tutto il mondo trasversalmente alle  normative vigenti, sono ora nell’occhio del ciclone perché considerati una delle cause principali della crisi economica attuale.

Secondo Jack Klinck, responsabile di “State Street” una delle banche di investimento più importanti sul mercati finanziari, diventa oggi fondamentale sapere chi gestisce un fondo hedge, come lo gestisce e quali sono le sue credenziali.

Insomma gli investitori operano in modo molto piu’ accurato di prima, cercando e richiedendo trasparenza.

Sempre secondo Klinck, in futuro l’industria dei fondi hedge sarà in grado si creare business solo se riuscirà a gestire meglio i rischi di investimento, riuscirà a razionalizzare i  costi di gestione e sviluppera’ un modello strategico attinente alle aspettative dei propri clienti.

Questa affermazione viene oltremodo rafforzata dalle dichiarazioni di Suzanne Duncan direttrice del IBM Institute for Business Value, la quale dichiara che mentre in passato i fondi hedge operavano principalmente per soddisfare gli interessi del gestore, oggi invece questi debbono rispondere in modo chiaro e preciso alle esigenze espresse dai clienti del fondo stesso, non solo, essi dovranno altrettanto fornire adeguate garanzie alle banche di investimento.

In altre parole si sta cercando di correre ai ripari una volta che i buoi sono scappati dal recinto.

Lo stesso Jack Klinck vede per il futuro un sistema in cui i fondi hedge non siano gestiti in modo “casalingo” e percio’ non trasparente, ma secondo il manager gli stessi fondi dovranno esternalizzare la loro gestione, vale a dire, dovranno essere gestiti da una società “esterna” al fondo stesso in modo che questo possa operare “alla luce del sole”.

David Aldrich, head of global investment services at Bank of New York Mellon, aggiunge chiaramente come Il mercato richieda ai fondi hedge di implementare di un sistema informativo contabile chiaro e preciso, in modo tale da diffondere tempestivamente ed in modo trasparente le informazioni ai mercati.

Sono d’altra parte molto riluttanti al cambiamento i fondi hedge Statunitensi, in quanto questo tipo di richieste da parte del mercato sconvolgerebbe il loro modo di operare e allo stesso tempo richiederebbero di sostenere costi di gestione molto elevati, mentre secondo Chris Adams, global product head for alternative funds at BNP Paribas Securities Services, di questo problema non soffrirebbero i fond hedge europei, già abituati ad operare secondo una logica di totale trasparenza e che sperano proprio sull’onda di queste nuove esigenze, di poter incrementare la loro quota di mercato.

Sempre secondo Klinck, presto si assisterà alla ripresa della hedge fund industry,  ma in un modo completamente diverso.

In passato infatti la costituzione di un fondo hedge era relativamente semplice, da oggi ed in futuro invece rimarranno sul mercato e si costituiranno solo quei fondi che riusciranno a modificare il proprio modello e saranno in grado di gestire un ammontare di assets sufficientemente elevato da coprire i costi di trasparenza.

La tendenza sarà quella di vedere sul mercato solo fondi di medie e grosse dimensioni, con la conseguente scomparsa dei fondi di piccole dimensioni che garantivano elevata flessibilità nelle operazioni e nella circolazione di investimenti