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HR, trend e cambiamenti

2020, un anno di cambiamenti

Il 2020 è stato un anno particolarmente complesso e che ha portato molti cambiamenti in tutti i settori produttivi. Negli ultimi mesi si è definita l’urgenza di andare verso l’adozione di modelli organizzativi più agili in grado di fronteggiare più rapidamente ed efficacemente i cambiamenti che arrivano dall’esterno anche in modo repentino.

Tutte le divisioni aziendali hanno dovuto trovare il modo di adattarsi ai cambiamenti, modificando anche gli orizzonti e le visioni sulle proprie attività. Vere ristrutturazioni sistematiche di natura strategica, ma spesso anche fisica ed operativa.

Il mondo HR sta affrontando un cambio di paradigmi nella gestione delle risorse umane proprio perché i mutamenti hanno coinvolto in primis le persone: a Good Morning Finance abbiamo approfondito i nuovi approcci e nuovi modelli di lavoro.

La digitalizzazione

La spinta verso la digitalizzazione ha influenzato senza dubbio l’Ufficio Risorse Umane: nuove forme di comunicazione con i collaboratori, videocolloqui e selezioni online, ma anche adozione massiva di piattaforme. Dare maggior spazio e rilevanza alla raccolta ed alla strutturazione dei dati che riguardano il dipendente significa poter delineare strategie migliori e più efficaci per il percorso professionale della risorsa.

Gli strumenti della digitalizzazione ovvero la realtà virtuale, intelligenza artificiale, chatbot e sistemi automatizzati per la selezione sono utili all’ HR per poter liberare il proprio tempo nel processo di onboarding e dedicarsi ad attività di maggiore valore aggiunto destinate ai collaboratori. Gli assessment e i processi di formazione introduttiva possono essere erogati a prescindere dalla presenza di una persona, garantendo in ogni caso la completezza e l’assistenza a 360 gradi per il neoassunto.

Modelli di lavoro: lo smart working

Il 2020 entrerà nella storia come l’anno in cui si è avuta una svolta epocale nella modalità di concepire il lavoro: gli approcci ed i test per favorire il lavoro da remoto sono diventati da un giorno con l’altro una realtà con la quale i responsabili delle risorse umane si sono dovuti confrontare.

L’adozione del digitale e del lavoro da remoto per favorire nel picco di massima emergenza sanitaria non sono sufficiente per definire il modello lavorativo dello smartworking.

Il sociologo del lavoro e Professore Emerito di Sociologia presso l’Università La Sapienza, Domenico De Masi, alla Family Economy Week ha parlato di una rottura del lavoro con il tempo e lo spazio; un lavoro fluido che entra nelle case del dipendente e che si svincola dal tradizionale orario lavorativo, comportando ritmi giornalieri differenti.

Lo smartworking necessita di procedure più snelle che favoriscano la continua collaborazione e comunicazione fra colleghi: perchè sia efficace ed al contempo efficiente vengono messi a punto nuovi processi che favoriscano anche l’utilizzo della tecnologia.

I programmi per i dipendenti

Le aziende si concentrano sullo sviluppo di nuove competenze per i dipendenti favorendo le attività formative in grado di fornire risposta ai bisogni che si stanno definendo ed a quelli che saranno sempre più richiesti per la competitività futura: soft skills e competenze digitali sono prioritarie nelle strategie di apprendimento.

Il focus è rivolto anche ad un aggiornamento della modalità in cui il collaboratore si interfaccia con la realtà aziendale e con i colleghi: ridisegnare il percorso del dipendente e valutarne l’esperienza è fondamentale anche quando il lavoro viene svolto a distanza.

L’equilibrio fra la vita personale ed il lavoro, il benessere e la collaborazione sono fondamentali per la soddisfazione del dipendente, ma al contempo fanno bene anche alla produttività: per questo motivo molte realtà adottano dei veri programmi di team building anche a distanza dedicati ai dipendenti. Crescono anche le attività destinate ai familiari come attività per il doposcuola per i figli o il supporto psicologico per coniugi o conviventi.

I trend del 2021

Secondo un articolo di Human Resources Today i principali trend del 2021 saranno una maggiore diffusione dell’ home-office e una continua revisione della gestione delle risorse umane: dall’onboarding fino a ridisegnare il percorso e l’interazione con il dipendente durante tutta la vita lavorativa in azienda.

Proprio perché i tempi, le prospettive e le esigenze stanno cambiando, la formazione continuerà a giocare un ruolo determinante; sarà atresì decisiva anche la capacità di condivisione attraverso la tecnologia e modalità comunicative veloci.

Nel lavoro a distanza il ruolo degli HR sarà importante nella gestione strategica dell’impresa per impattare positivamente anche nelle performance attraverso la giusta comunicazione ed assistenza ai collaboratori.

La purpose sarà sempre più l’elemento d’ efficacia nella guida dell’impresa: il plus necessario? La capacità di comunicarla ai dipendenti per poter ottimizzarne le performance ed aumentare l’engagement.

La personalizzazione caratterizzerà in modo duplice la gestione delle risorse umane. Da un lato influenzerà sempre più l’attività del dipendente, fino ad arrivare ad una modalità di lavoro customizzato, ma pur sempre orientato all’efficacia, job crafting; dall’altro, le attività di recruitment ed onboarding dei neoassunti diverranno una nuova possibilità di branding per le aziende, sfruttando un ulteriore canale per potersi differenziare rispetto le proprie concorrenti. 

Per rivedere le puntate di Good Morning Finance sui cambiamenti ed i trend nel mondo HR clicca qui: https://www.goodmorningfinance.it/