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Lavoro, addio alle buste paga in contanti

Scatta lʼobbligo di tracciabilità dello stipendio. Le retribuzioni andranno corrisposte via bonifico, con pagamento elettronico, allo sportello o con assegni

Addio alle busta paga in contanti. Dal primo luglio scatta l’obbligo della tracciabilità dello stipendio previsto dalla legge di Bilancio. Fanno eccezione solo i rapporti di lavoro con la Pubblica amministrazione e i lavoratori domestici come colf, baby sitter o badanti. Le retribuzioni andranno corrisposte via bonifico, strumenti di pagamento elettronico, pagamenti in contanti allo sportello o assegni. La pena sono sanzioni da 1.000 a 5.000 euro.

La misura, pensata per prevenire gli abusi, vale anche per i co.co.co. e tutte le forme di contratto delle cooperative con i propri soci. Paradossalmente, la notizia arriva a pochi giorni dalle dichiarazioni del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, dettosi favorevole all’abolizione delle limitazioni ai pagamenti in contanti. Questo non significa che il Governo farà subito marcia indietro. Anche perché l’altra fetta di maggioranza, quella M5S, è più propensa ad accrescere la trasparenza e la tracciabilità dei pagamenti.

Dunque così si cerca di contrastrare le truffe delle false buste paga. È accaduto in passato infatti che alcuni lavoratori, magari sotto il ricatto del licenziamento, firmassero una busta paga con un importo maggiore a quanto effettivamente percepito. La nuova norma, con il flusso di retribuzioni sarà tracciato, prova a ostacolare proprio queste pratiche, per tutelare i lavoratori ma anche le imprese corrette che si trovano a combattere contro la concorrenza sleale di chi, evidenzia la legge, “scaricando falsi costi per il personale, accumula utili extra bilancio”.