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Il caso della settimana

Le imprese Italiane sperano (ma non vedono ancora) orizzonti più rosei

Dalla recente indagine svolta dalla Banca d’Italia in collaborazione con  il Sole 24 Ore sulle aspettative di inflazione e crescita delle imprese italiane emerge come l’inflazione attesa per i prossimi dodici mesi sia pari al 3,5 per cento, in aumento rispetto al 3,3 per cento registrato nell’indagine dello scorso marzo.

La ricerca effettuata su un campione di 477 imprese con almeno 50 addetti, di cui 285 operanti nell’industria e 192 nei servizi, ha evidenziato come i giudizi sull’andamento economico più recente siano prevalentemente negativi: la metà delle imprese ritiene che la situazione economica generale dell’Italia sia peggiorata rispetto a tre mesi fa. Ne è dimostrazione anche il fatto che nel mese di giugno 2008 il tasso di inflazione al consumo sia stato del 4 per cento, di 1,9 punti percentuali al di sopra delle attese espresse dalle stesse imprese nel giugno 2007.

Si è pervenuti a queste considerazioni chiedendo, fra il 3 e il 30 giugno 2008, alle imprese di formulare previsioni sia su temi macroeconomici, quali l’andamento del tasso d’inflazione e la situazione generale del sistema produttivo italiano, sia su aspetti legati alla propria operatività, con un modulo dedicato alle valutazioni delle imprese circa l’evoluzione delle condizioni di accesso al credito.

Tuttavia il numero delle imprese che considerano la situazione economica generale dell’Italia in peggioramento risulta diminuito di circa 23 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, a vantaggio di coloro che ritengono la situazione invariata (44,3 per cento) o, addirittura, migliorata (5,8 per cento, aumentata di 4,5 punti rispetto alla passata rilevazione). I giudizi negativi, sia pur ampi, si sono ridotti rispetto al trimestre precedente, passando da circa 71 a circa 44 punti percentuali.

Ma, nonostante questo, le prospettive non sono delle più rosee, difatti, la probabilità di miglioramento della situazione economica nei prossimi tre mesi rimane bassa per tutte le classificazioni proposte: l’85,5 per cento delle imprese la valuta inferiore al 25%, il 95,1 inferiore alla metà mentre il dato più positivo (rilevato fra le imprese del Centro) di coloro che valutano una probabilità di miglioramento superiore al 50% si ferma all’8,8 per cento.

Se il 65,2 per cento delle imprese si attende condizioni invariate nei prossimi tre mesi è, comunque da notare come questa percentuale risulti aumentata rispetto al trimestre precedente, a spese di entrambe le altre quote. La quota che si aspetta un miglioramento rimane considerevolmente quella che presenta una numerosità inferiore a quella che si aspetta un peggioramento (5,6 contro 29,2 per cento) ma il divario risulta più ristretto rispetto alla precedente rilevazione (–23,6 punti percentuali contro –26,5).

Ad influenzare negativamente le prospettive delle imprese rimane soprattutto la dinamica attesa del costo delle materie prime, seguita dagli sviluppi del costo del lavoro e delle condizioni di accesso al credito.

Per un ulteriore approfondimento si consiglia di leggere la ricerca completa cliccando sull’icona pdf qui sopra.