Categorie
Finanza personale

Le quattro generazioni di ETF

La crescita e l’evoluzione degli Exchange Traded Fund non conosce limiti. Nel primo trimestre del 2008 gli strumenti quotati a livello mondiale hanno raggiunto le 1280 unità per un equivalente di 760 miliardi di dollari in termini di patrimonio gestito.
Le nuove modalità di selezione dei titoli effettuate sulla base di criteri fondamentali e quantitativi, hanno trasformato gli ETF da semplici replicanti a strumenti volti a offrire performance superiori ai benchmark di riferimento. Attualmente nel panorama degli Exchange Traded Fund sono presenti 4 generazioni.

ETF tradizionali
Sono la prima generazione di ETF. Le caratteristiche che li denotano sono: la facoltà di circolare sul mercato come singole azioni, l’elevata trasparenza, la diversificazione, le commissioni particolarmente contenute e lo stile di gestione passivo impostato sulla base di indici di capitalizzazione. 
ETF fondamentali
Questa nuova classe di strumenti, definiti ETF di seconda generazione,  è costruita sulla base di criteri fondamentali. Al pari dei tradizionali tracker replicano passivamente l’andamento di un indice, tuttavia la loro peculiarità risiede nella tipologia del paniere preso a riferimento.
 

Mentre i tradizionali indici determinano il peso dei singoli titoli in base alla loro capitalizzazione, i fondamentali permettono di sovrappesare le aziende in base a indicatori tipici dell’analisi di bilancio consentendo di ridurre la volatilità e migliorare il rendimento. Gli indicatori che principalmente vengono utilizzati per la selezione dei titoli sono: cash flow, patrimonio netto, vendite e dividendi.
ETF intelligenti (o quantitativi)
Definiti ETF di terza generazione, a differenza dei tradizionali strumenti non mirano a replicare passivamente il benchmark, ma, attraverso una serie di modelli quantitativi, ambiscono a sovraperformarlo.
La scelta dei titoli viene effettuata attraverso l’assegnazione di un rating di appetibilità, la redazione di una classifica di preferenze e infine tramite la costruzione del portafoglio  solo con le migliori società della graduatoria così costruita. Quindi, nel caso degli ETF quanitativi, il benchmark di riferimento non è dato da un intero indice di mercato, ma è l’insieme dei titoli che il modello ritiene possano generare maggiori rendimenti.

ETF attivi


Nel mese di marzo la Securities Exchange Commission, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari e sulle società quotate americane, ha dato il proprio consenso alla quotazione dei primi  ETF attivi, Definiti ETF di quarta generazione, questi strumenti sono esenti dall’obbligo di replicare l’indice di riferimento. Al pari dei tradizionali fondi comuni di investimento offrono i vantaggi di una gestione attiva, dagli ETF hanno ereditato le basse commissioni, tuttavia non incorporano la trasparenza che caratterizza i tradizionali ETF, la cui composizione è sempre definita e conoscibile all’investitore. Infatti, per questa rivoluzionaria categoria di tracker, che presto sarà presente anche sul mercato europeo, la composizione non è sempre nota.