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Lite San Carlo, Frigieri: “Mancate sinergie generazionali”

L’esperto Francesco Frigieri commenta in esclusiva a PF la diatriba per l’eredità nella famiglia proprietaria di Unichips

“Forse non si sono raggiunti accordi di sostanza precedenti, che avrebbero permesso di collaudare nel tempo una sorta di sinergia generazionale”. Questo il commento, rilasciato in esclusiva a ProfessioneFinanza dall’avvocato patrimonialista Francesco Frigieri, sulla querelle ereditaria che rischia di danneggiare il marchio San Carlo. Nella famiglia proprietaria di Unichips, l’azienda che produce le famose patatine, si litiga ormai da qualche anno.

Il presidente della società, Alberto Vitaloni, 83 anni, ha tre figli. Due di questi ritenevano che la primogenita Susanna fosse stata ingiustamente favorita dal padre e addirittura lo avesse circuito per ottenere la maggioranza delle azioni di Unichips. Secondo la procura di Milano non è andata così, ma la questione non è ancora risolta e le beghe legali sembrano solo al principio.

Cosa sta accadendo in questo momento in casa San Carlo?

“Anche in questo caso, purtroppo, si ripeterà il solito copione, vale a dire la battaglia per il controllo dell’azienda. Si parla, e si è parlato tanto, di passaggio generazionale, di come questo processo, non solo sia particolarmente delicato, ma difficilmente abbia successo. La conferma si riscontra anche in questa situazione, almeno per quello che è dato leggere”.

Perché nascono queste discussioni e com’è possibile evitarle?

“Se si è giunti a questa aspra litigiosità fra figli e fra padre e figli, probabilmente è imputabile al fatto che non si sono raggiunti degli accordi di sostanza precedenti, che avrebbero permesso, magari, di collaudare nel tempo una sorta di sinergia generazionale, evitando in quella fase, però, di dare diritti o assetti proprietari ai figli. Spesso accade che i figli entrino prematuramente nelle aziende in virtù di donazioni paritetiche, senza un adeguato “collaudo” e, d’altra parte, queste liberalità del fondatore dell’azienda e genitore, rispondono ad aspetti emotivi, quali l’uguaglianza, l’affetto, valori non certo in linea con quelli dell’impresa, quali meritocrazia e redditività”.

Quindi bisogna rinunciare del tutto alle donazioni o no?

“Le donazioni eventualmente possono essere un ottimo strumento come soluzioni finali di un percorso di allineamento e sperimentazione; invece, spesso accade (e questo potrebbe essere il caso) che sono lo strumento per generare l’inizio di discussioni. Anche perché i beneficiari o donatari si trovano già titolari di diritti o destinatari di doveri che molto spesso vengono, a torto o ragione, strumentalizzati per interessi particolari”.