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Economia e Dintorni

Pandemia, tra le lezioni
anche la spinta all’Esg

Il new normal sarà più sostenibile

La crescita del trend Esg, non solo da un punto di vista degli investimenti finanziari, è senz’altro una delle lezioni più importanti “offerte” dalla pandemia globale. La disponibilità degli Stati a rinunciare agli equilibri fiscali per supportare i cittadini in questa fase ha segnato forse una svolta epocale. Traghettandoci verso un new normal in cui l’importanza della sostenibilità sarà un valore base per la società futura.

La trasformazione delle politiche

La crisi legata al Covid-19 ha trasformato per sempre la politica monetaria e fiscale. Le banche centrali hanno abbandonato l’ortodossia monetaria mentre istituzioni come il Fondo Monetario Internazionale, in passato devote sostenitrici della disciplina fiscale, stanno spingendo i governi a spendere liberamente. Il consiglio è stato seguito alla lettera: nel 2020 sono stati erogati stimoli fiscali d’emergenza pari a circa 12.000 miliardi di dollari, ovvero il 14% del PIL mondiale.

Crolla l’austerità di marca tedesca

Anche la Germania, una nazione la cui reputazione in materia di conservatorismo fiscale è ben espressa dalla sua politica dello schwarzer null (ossia di zero deficit), ha preso atto del fatto che l’austerità non funziona più. Ha sospeso la clausola costituzionale di freno all’indebitamento e sostenuto attivamente l’allentamento dei vincoli di bilancio dell’Unione Europea, aprendo la strada al piano di ripresa senza precedenti del Vecchio Continente.

La crescita della spesa pubblica

L’aumento della spesa pubblica è stato accompagnato dal ritorno del “Big Government”. Anche in Paesi più liberisti, come Stati Uniti e Regno Unito, i governi hanno salvato alcuni settori, offerto integrazioni salariali (cassa integrazione) e sussidi di disoccupazione estremamente generosi e bonus vacanze. Sarà difficile abbandonare tali politiche. Piuttosto, è più probabile che nasca un nuovo Contratto sociale, che comporterà un intervento statale più marcato, una maggiore ridistribuzione e diritti dei lavoratori più estesi.

Il supporto delle banche centrali

La pandemia ha dato vita a una nuova era di estremo e innovativo allentamento monetario. Sfidando chi sosteneva che fossero rimaste a corto di munizioni, le banche centrali mondiali hanno fornito stimoli per 8.800 miliardi di dollari lo scorso anno, quasi il triplo rispetto a quanto offerto durante la crisi finanziaria globale. L’azione tempestiva e decisiva delle autorità monetarie si è rivelata un punto di svolta per i mercati finanziari, turbati dalla prospettiva di una catastrofe economica. Molte banche centrali hanno lanciato una serie di politiche innovative, superando nei fatti un punto di non ritorno.

L’aumento degli investimenti green

Con l’abbattersi della pandemia sull’economia globale e sui mercati finanziari, un trend ha dimostrato davvero tutta la sua forza: la crescita dell‘investimento responsabile. Gli investitori hanno ritirato una quantità significativa di denaro dagli investimenti azionari tradizionali durante la fase peggiore della crisi, ciononostante gli ETF che integravano fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) hanno registrato oltre 265 miliardi di dollari in flussi netti a livello globale, in rialzo di oltre cinque volte rispetto al 2019, secondo l’Institute of International Finance. Alla fine dell’anno, gli attivi detenuti dai fondi ESG globali hanno superato i 13.000 miliardi di dollari in tutti i tipi di investimento.

Le sfide future da affrontare

Il Covid-19 non solo ha messo a nudo la portata delle disuguaglianze sociali ed economiche, ma ha anche messo in guardia i governi sulla necessità di uno sforzo globale coordinato per affrontare le minacce esistenti, come il cambiamento climatico. L’Europa, gli Stati Uniti (sotto la nuova amministrazione Biden) e la Cina si sono impegnati tutti a raggiungere obiettivi più ambiziosi in termini di riduzione delle emissioni di carbonio. Ciò rientra in un passaggio più generale verso un capitalismo responsabile, capace di dare priorità agli stakeholder rispetto agli azionisti e ai criteri ESG rispetto agli EPS (utili per azione). È un trend che nessun investitore può permettersi di ignorare.