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Pir, raccolta in rosso dopo
il pasticcio normativo

Il risultato emerge da una ricerca recente

Il saldo negativo per la raccolta dei Pir ad aprile si attesta a 82,3 milioni. È il terzo segno meno consecutivo per lo strumento finanziario che più di tutti aveva stregato gli investitori italiani in tempi recenti e che si è bloccato dopo il pasticcio normativo nelle modifiche approvate con la legge di bilancio dal governo. Intoppo di cui vi abbiamo parlato ampiamente nelle scorse settimane, che con l’arrivo del decreto attuativo potrebbe ridursi. Lo dice un report pubblicato dal Sole 24 Ore.

Il condizionale è d’obbligo. Perché per ora, sui Pir, stanno prevalendo le preoccupazioni espresse dagli analisti in tempi non sospetti. Sul mercato, al momento, restano solo i 72 prodotti “superstiti”. Per un settore diventato drammaticamente di nicchia, riservato cioè a quelli che ci avevano investito prima della modifica normativa del 2019.

Tutti gli altri, invece, restano al palo. La novità sul vincolo di investimento legato alle startup, imposto dall’esecutivo e bocciato subito dagli esperti visto l’aumento del rischio per i risparmiatori, rischia di segnare il tramonto definitivo dei Pir. L’unico spiraglio vero è quello lasciato dal governo su una possibile rivalutazione degli effetti della normativa in base ai risultati della raccolta tra sei mesi. Continuando così, i tempi potrebbero ridursi. A ben pensarci, non potrebbe essere altrimenti.