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Economia e Dintorni

QE, Pelanda in esclusiva a PF: “Bce morbida sull’Italia”

Abbiamo interpellato l’economista sulla fine dell’acquisto di titoli di Stato dalla Bce

La Bce manterrà la linea morbida con l’Italia anche dopo la fine del quantitative easing (fissata a dicembre 2018). Ne è convinto l’economista Carlo Pelanda, ascoltato in esclusiva da ProfessioneFinanza, che non esclude però scossoni nel 2019. In anteprima, pubblichiamo un estratto dell’intervista che uscirà in versione integrale nel prossimo numero del MyAdvice.

Quali ripercussioni ci saranno per l’Italia con la fine del QE? 

“In realtà l’effetto del quantitative easing non è finito se la Bce conferma di rinnovare i circa 400 miliardi di debito italiano che ha in pancia tramite Bankitalia. A me risulta che si muoverà così. Una misura che aiuterebbe la quotazione del debito italiano. Il punto importante è questo”.

È possibile escludere per il Paese il rischio di eventuali scossoni nel 2019 oppure no?

“Il rischio di scossoni nel 2019 non lo possiamo escludere. Se l’economia globale rallenta, il mercato andrà alla ricerca della qualità. E di conseguenza, gli investitori ridurranno la propensione al rischio. L’Italia si trova a metà tra la zona a rischio e quella sicura. Se andrà più verso l’una o l’altra, dipende soprattutto dalle scelte finanziarie del governo”.