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RAPM (Risk Adjusted Performance Measures)

 Il termine RAPM è acronimo di “Risk Adjusted Performance Measures” (ossia Misure di Performance Corrette per il Rischio). Le misure di rendimento corrette per il rischio nascono da un’esigenza molto comune nel mondo finanziario: dover effettuare una scelta tra più prodotti, selezionando quelli che sembrano più appetibili per un potenziale investitore in termini sia di rendimento che di rischio; proprio secondo questa logica operano le misure RAPM.

L’assunto fondamentale da cui è necessario partire è che il miglior prodotto finanziario non coincide necessariamente con quello a maggior rendimento; in altri termini, dovendo scegliere tra uno strumento finanziario che in media rende il 5% annuo ed uno che rende il 10% annuo, non è detto che optare per il secondo si riveli necessariamente una scelta felice. Per cogliere pienamente l’ottica in cui ci si muove nell’analizzare misure di performance ponderate per il rischio partiamo da un semplice esempio: se dovessimo effettuare una scelta tra due strumenti finanziari alternativi preferiremmo avere una aspettativa di rendimento pari al 5% con un rischio pressoché nullo o un rendimento atteso del 5% con un rischio elevato?

Naturalmente una domanda di questo tipo (vista la comune avversione al rischio dell’investitore) ha una risposta banale: a parità di rendimento si predilige lo strumento a minor rischiosità. Una domanda più sottile potrebbe invece essere la seguente: è meglio avere un rendimento atteso del 5% sopportando un rischio limitato oppure un rendimento atteso pari al 10% ma collegato ad un rischio elevato?

Appare evidente che un elemento essenziale per rispondere alla domanda precedente è la corretta definizione del concetto di “rischio”: infatti a fronte di questa seconda domanda molti potrebbero ritenere vantaggioso optare comunque per l’investimento a rendimento atteso più elevato. Ebbene le misure RAPM permettono di fornire una risposta a domande di questo genere. Occorre però precisare, al fine di costruire un indicatore RAPM, cosa si intende per rischiosità di un investimento: ogni soggetto ha infatti una differente percezione del rischio e tende ad identificarlo con diversi stati di natura.

Giusto per fare un esempio, un investitore potrebbe vedere il rischio come possibilità di ottenere delle perdite in conto capitale; un altro potrebbe misurare il rischio come la possibilità che il rendimento di un investimento si assesti al di sotto di una soglia minima (in questo secondo caso un rendimento positivo, ma molto risicato, verrebbe sostanzialmente assimilato ad un evento nefasto, al pari di una perdita netta); un altro ancora potrebbe identificare il rischio con il succedersi di oscillazioni molto marcate (in positivo e in negativo) del proprio rendimento di portafoglio… Le misure RAPM si distinguono dunque tra di loro soprattutto per la misura che viene utilizzata per rappresentare il “fattore rischio”. Tra le misure RAPM più note vi sono: l’indice di Sharpe, l’indice di Treynor, l’indice RAP di Modigliani e l’indice di Sortino. Possiamo inoltre annoverare tra le misure RAPM anche l’Information Ratio.